La stazione per i rapaci notturni

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La stazione di ambientamento per rapaci notturni al Sacro Monte è attiva dal 25 maggio 2002 – Progetto in collaborazione con L.I.P.U.

Le diverse specie di rapaci notturni hanno da sempre subito persecuzioni dirette, dovute alla classificazione di "nocivi" che li accompagnava, ed indirette, dovute alle imponenti trasformazioni dell'ambiente ad opera dell'uomo.

Tali drastici cambiamenti nella gestione del territorio hanno incentivato il regresso di alcune specie, in particolare quelle legate ad ambienti paludosi (Gufo di palude) o di grandi dimensioni e legate ad ambienti ampi, boscati, e ricchi di prede (Gufo reale), mentre hanno facilitato la diffusione di specie tipiche di ambienti diversificati o aperti.

Per la prima volta, nel 1971 la Legge Quadro nazionale sulla caccia impose una protezione assoluta su tutte le specie di rapace notturno, ad esclusione della Civetta utilizzabile come zimbello.

Attualmente, la Legge 11 febbraio 1992, n. 157 indica i membri dell' Ordine degli Strigiformi come particolarmente protetti.

Finalità

Le Stazioni di Ambientamento sono state progettate per consentire il raggiungimento di importanti obiettivi nel campo della tutela delle specie e della sensibilizzazione ed educazione dell'opinione pubblica relativamente alla salvaguardia del patrimonio faunistico ed ambientale.

Sinteticamente, le finalità delle strutture in esame possono essere così indicate:

Informative e didattiche, per il grande fascino che un intervento del genere ha sul pubblico, anche grazie alle caratteristiche delle strutture che ne consentono la fruizione;

Divulgative, poiché consentono di far comprendere meglio, quali siano le finalità della gestione delle aree protette;

Scientifiche, poiché permettono il monitoraggio dei soggetti rilasciati e lo studio dell'irradiamento delle specie trattate nelle diverse tipologie ambientali;

Naturalistiche, poiché consentono di arricchire la popolazione faunistica locale con specie fondamentali per un corretto equilibrio biologico dell' area;

Funzionali, poiché consentono un miglioramento della catena trofica che caratterizza gli ambienti coinvolti

 

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