Orto botanico-agrario del Sacro Monte Calvario

Il Sacro Monte Calvario è un complesso d’interesse storico, culturale e religioso che viene formandosi nel corso del tempo, a partire dal Seicento. Per secoli ha rappresentato un centro di rilevante importanza, soprattutto religiosa, grazie alla realizzazione dell’imponente Via Crucis che partendo dal piano di Domodossola raggiunge la parte sommitale del Colle di Mattarella, snodandosi in un percorso definito dalle varie stazioni organizzate architettonicamente mediante una successione di cappelle. I religiosi che hanno abitato il complesso, come attestato dalla documentazione storica consultata e, anche in tempi recenti, secondo la testimonianza diretta di alcuni padri rosminiani, disponevano di terreni annessi al complesso architettonico. Questi terreni erano adibiti sia ad uso agrario che ad uso ornamentale (giardini). In particolare i terreni ad uso agrario, cosa peraltro confermata da fotocartoline dei primi anni del Novecento, erano investiti a vite (sistema di allevamento a pergola detta “toppia”) ma si ha notizia della coltivazione anche di piante da frutto, foraggere e orticole. Il terreno del campo da calcio, ricavato negli anni ‘30 del Novecento e ottenuto spianando la roccia affiorante mediante dinamite, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale era destinato a coltivazione delle patate. La presenza pregressa dell’utilizzazione agraria dell’area

posta intorno al colle Mattarella è evidenziata dalla persistenza di terrazzamenti alcuni ben conservati altri in precario stato di conservazione.

LA RICERCA STORICA

L’incarico affidato allo scrivente, (nel 2003), dalla Riserva circa l’individuazione di specie e cultivar agrarie officinali e ornamentali coltivate nell’Ossola, ha fornito una quantità di dati considerevole. Lo studio in questione ha consentito di individuare un elevato numero di specie e cultivar che potrebbero, in buona parte, essere riproposte per la realizzazione dell’Orto botanico.

GLI OBBIETTIVI

L’Orto botanico agrario, che rientra negli Orti Botanici tematici, dovrebbe diventare un contenitore delle specie agrarie, officinali e ornamentali storicamente coltivate e utilizzate nell’Ossola. La ricerca storica ha fornito una consistente lista di queste piante soprattutto relativamente al periodo storico compreso tra la fine del medioevo sino all’età moderna (con maggiore dettaglio per il periodo tra la seconda metà dell’Ottocento e tutto il Novecento).

SOLUZIONI PROGETTUALI

Nell’ipotesi prospettata dell’ampliamento dell’Orto botanico, che raggiungerebbe una superficie complessiva di circa 3,5 ettari (tale superficie è comprensiva degli affioramenti rocciosi in scarpata, di non facile accesso), lo spazio espositivo sarà ripartito in settori ognuno dei quali rappresentativo di un gruppo di piante: Vigneto con sistema di allevamento a pergola (“topia”) sarà posto sui terrazzamenti recentemente restaurati, creando un suggestivo colpo d’occhio per i visitatori che si recano in visita al Sacro Monte; questo intervento si colloca nell’ambito di un ripristino paesaggistico in quanto, in detta zona è storicamente documentata, come riportato da documenti d’archivio e fotocartoline risalenti ai primi anni del Novecento, la presenza della vite allevata a pergola (“toppia”); sarà realizzata anche una porzione di vigneto allevata a “Guyot”, sistema che insieme alla tradizionale “toppia” è attualmente in uso nell’Ossola.

Frutteto (meli, peri, principalmente ma anche, ciliegi, peschi, fichi, noccioli, ecc.), posto nella zona contigua a Torre Mattarella, ove sono già presenti alberi da frutto (meli e peri), noccioli e due ceppaie di vite americana, elementi residuali della preesistente coltivazione della vite.

Piante officinali e ornamentali, comprendenti, queste ultime, sia specie storicamente documentate nei giardini dell’Ossola sia specie aventi un carattere simbolico-religioso.

Le piante officinali e ornamentali saranno collocate all’interno dell’ex campo da calcio, attualmente perimetrato da muri a secco, realizzato dai padri tra il 1933 e il 1934, in un luogo storicamente coltivato a vigna.

Durante gli anni 1941-1945 tale campo fu coltivato a patate e mais come riportato verbalmente dal presidente del parco, padre Comper che in già quegli anni alloggiava al Sacro Monte. La scelta di questo luogo per questo gruppo di piante richiamerebbe gli antichi orto-giardini, veri e propri hortus conclusus, dei complessi religiosi (di cui, peraltro, si ha un riferimento storico, relativo proprio al sacro Monte Calvario nella pianta eseguita nel 1772 dall’architetto Pier Maria Perini). Utilizzando quest’area, che, in passato, è già stata oggetto di coltivazione agraria, si ricreerebbe una porzione di orto molto suggestiva che riporta alla memoria preesistenze che hanno caratterizzato la vita del Sacro Monte.

Piante spontanee dell’Ossola. E’ prevista anche una sezione di piante spontanee del Sacro Monte e dell’Ossola collocate lungo il percorso di visita. Le piante che saranno collocate nelle aiuole si sommeranno alle piante spontanee, soprattutto di tipo “alpino”, presenti sugli affioramenti rocciosi della scarpata posta sotto il sacro Monte, a fianco della casa Stockalper.

Piante cerealicole, foraggiere e orticole tipiche delle varie fasi storiche dell’agricoltura ossolana, saranno collocate nella zona adiacente al campo da calcio, già attualmente ad esse destinata.

 
Il percorso, i benefici, la promozione e le visite

IL PERCORSO

L’Orto botanico è dotato di sentieristica che consente un percorso ben definito, funzionale alla visita e le singole piante sono cartellinate secondo una metodologia scientifica in modo da renderle riconoscibili; si potranno prevedere cartelli esplicativi che introducano, per grandi linee, i vari settori in cui è stata suddivisa l’ ”ostensione” dei vegetali.

BENEFICI: Prestigio dell’Orto e sua promozione.

Si promuoveranno azioni per inserire l’Orto Botanico agrario nel circuito degli Orti botanici riconosciuti (Universitari, di Amministrazioni locali e di privati). In tal modo si usufruirebbe della promozione di cui già gode tale circuito oltre al raggiungimento di un riconosciuto prestigio da parte dell’Orto stesso.

VISITE

Vi è la volontà di aprire l’Orto botanico solo per visite a pagamento con guida. Il percorso potrà essere autonomo o potrà far parte di quello religioso-devozionale già esistente. Nelle previsioni l’istituzione dell’Orto Botanico dovrebbe accrescere il numero dei visitatori paganti in quanto, oltre a visite ad hoc, potrebbe stimolare gli abituali visitatori non paganti ad effettuare la visita all’Orto botanico. Sarà, comunque, necessario realizzare dei piccoli eventi che creino interesse anche in chi ha già visitato il complesso storico-artistico. Da questo punto di vista sarà importante il collegamento con le Amministrazioni territoriali locali (Provincia e Comune). Anche le scolaresche, soprattutto in alcuni periodi dell’anno potranno considerevolmente aumentare proprio grazie alla nuova offerta costituita dalle colture agrarie, ornamentali, officinali e spontanee.

 L’Orto Botanico così come è stato concepito potrà avere un ruolo anche nell’ambito del sistema dei parchi della Regione Piemonte sul tema “Agricoltura”.

L’Orto proposto, così come è stato congeniato e articolato, presenta caratteristiche di “esportabilità” in altri contesti regionali e rappresenta una testimonianza di un intento preciso di tutto il Sistema Parchi della Regione. L’Orto infatti, si presta alla valorizzazione delle colture tradizionali e di particolare qualità quali, ad esempio, vite, pomacee e piante officinali; si presta, inoltre, alla valorizzazione della biodiversità naturale e culturale; si prevede, infatti, il recupero e la reintroduzione di specie e cultivar storicamente coltivate nell’Ossola, alcune delle quali apprezzate, nel passato, per il loro livello di eccellenza agroalimentare.

Eraldo Antonini 

Pieghevole

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