Percorso Arte

Tra gli artisti che hanno lavorato al Sacro Monte Calvario di Domodossola va ricordato l’architetto Tommaso Lazzaro della Val d’Intelvi, al quale furono affidate tutte le opere costruite dalla fondazione fino al 1690 circa.

Dopo questa data operarono gli architetti Antonio e Domenico Perini, sempre della Val d’Intelvi e successivamente Pier Maria Perini, che nel 1772 eseguì una preziosa mappa completa del Sacro Monte, oggi conservata nella cella di Antonio Rosmini (immagine a lato).

Per quanto riguarda gli autori delle statue, il più importante è senza dubbio il plasticatore milanese Dionisio Bussola, protostatuario del Duomo di Milano. Fu il pittore vigezzino Carlo Mellerio, che pure operò al Calvario, a consigliare al Capis di rivolgersi al Bussola, già famoso per aver lavorato ai Sacri Monti di Varallo, Orta e Varese. L’artista milanese, formatosi a Roma alla scuola del Bernini, fabbricò una sessantina di statue per il Calvario, con l’aiuto del suo collaboratore Giovanni Battista de Magistris, soprannominato “il Volpino”.
Al Bussola subentrò il plasticatore Giuseppe Rusnati di Gallarate, che operò agli inizi del Settecento.

In quegli anni prestarono la loro opera i pittori Giovanni Sampietro di Milano e il valsesiano Lorenzo Peracino.
Va inoltre ricordato il maestro di intaglio e scultura lignea Giulio Guaglio di Antronapiana, autore del confessionale ora conservato nell’Oratorio della Madonna delle Grazie.
Nell’Ottocento furono chiamati l’architetto Gianluca della Somaglia e l’ingegner Stefano Molli, che disegnarono rispettivamente la Cappella V e il campanile del Santuario.

Nel Novecento operarono gli scultori Vincenzo Demetz della Val Gardena, Pietro Mosca di Occhieppo, nel biellese e l’ossolano Eraldo Baldioli, autore del medaglione con l’effigie di Antonio Rosmini posto sulla parete esterna della Sala Gaddo. Altri due artisti ossolani, i pittori Francesco Zamboni della Val Vigezzo e Giuseppe De Giorgi della Valle Anzasca, hanno lasciato alcune loro opere nel Santuario del SS. Crocifisso.

 

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