Il Sacro Monte

Durante la Quaresima del 1656 due frati cappuccini del convento di Domodossola, Andrea da Rho e Gioachino da Cassano, proposero la realizzazione del Sacro Monte Calvario, a ricordo della passione di Cristo. L’allora vescovo di Novara mons. Giulio Maria Odescalchi affidò la direzione dell’opera al giureconsulto Giovanni Matteo Capis di Domodossola.Inizialmente furono poste delle croci in legno nei punti scelti per la costruzione delle cappelle e fu redatto un disegno complessivo con l’esatta ubicazione delle medesime. Nel 1657 si diede inizio alla costruzione del Santuario del SS. Crocifisso; l’anno seguente si innalzò all’inizio della Via Crucis un grande arco d’ingresso, detto “Arco di Pilato” (questo arco resterà in piedi fino al 1875, quando verrà sconsideratamente abbattuto dall’amministrazione comunale per maggior estetica edilizia).

Successivamente si costruirono le cappelle IV, IX, II, l’Oratorio della Madonna delle Grazie e la Santa Casa di Loreto. Con l’inizio del Settecento si edificarono le cappelle X, XV e I; a partire dal 1764 iniziò una nuova fase di intensi lavori in cui si edificarono le cappelle XI, VII, VI e VIII. Nel 1810 i Padri Cappuccini furono allontanati con la soppressione degli ordini religiosi e il loro convento divenne in seguito una caserma. La cappella I, incamerata dal demanio militare ed adibita a deposito di polvere da mina, prese fuoco e saltò in aria. Il provvidenziale arrivo di Antonio Rosmini, che nel 1828 fondò al Calvario l’Istituto della Carità, permise di completare la costruzione delle cappelle mancanti. Nel 1835 infatti, i Padri Rosminiani edificarono la cappella V, nel 1900 si ricostruì la cappella I distrutta dall’esplosione ed infine, nel 1907 si eresse l’ultima cappella, quella della III stazione.

 

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