Il Santuario

Nel 1801, a seguito della soppressione degli ordini religiosi, molti dei beni appartenenti al Santuario furono messi all’asta e venduti. La casa degli Esercizi Spirituali rimase invenduta, perché non trovò nessuno che la acquistasse e nel giro di pochi anni divenne abbandonata ed inabitabile.

Soltanto dopo il 1820 ci fu qualche iniziativa per salvare dalla distruzione ciò che gli ossolani avevano costruito con tanta fatica. Il conte Giacomo Mellerio, nato a Domodossola nel 1777 e divenuto vice governatore di Milano, ritiratosi dalla vita politica non si dimenticò mai dell’Ossola e si impegnò molto per far rinascere il Calvario a nuova vita. Fu proprio lui ad indicare all’abate Antonio Rosmini, che aveva conosciuto a Milano, il Sacro Monte Calvario come luogo in cui fondare l’Istituto della Carità. Così, il 20 febbraio 1828, Rosmini diede inizio alla sua grande opera.

Con l’avvento di Rosmini e dei suoi figli spirituali, le parrocchie ripresero a salire in processione al Sacro Monte, che tornò ad essere luogo di preghiera e di pace per eccellenza in Ossola. Dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 1855, i rosminiani ottennero di acquistare l’intero masserizio del Calvario, ampliarono la casa settecentesca adibita agli esercizi spirituali e il resto dell’antico edificio.

 

Prese così formalmente avvio la Casa Religiosa del Calvario, considerata madre dell’Istituto, in cui trovò sede anche il noviziato. Trattandosi di proprietà privata tutelata dalla clausura, l’ambiente fu chiuso al pubblico, che era ammesso solo a frequentare il Santuario. La decisione di trasferire in altro luogo il noviziato, che era rimasto al Calvario per quasi un secolo, portò i Padri Rosminiani ad aprire la casa a nuove iniziative. Fu così che all’inizio degli anni ottanta del Novecento si istituì un Centro di Spiritualità aperto a tutti, religiosi e laici. In occasione del recente Giubileo dell’anno 2000 è stata ulteriormente potenziata la ricettività, facendo del Sacro Monte una meta ricercata per motivi religiosi e culturali, in un’oasi di pace all’ombra del castello.

Santuario del Santissimo Crocifisso

Anno di costruzione: 1657

Statue in terracotta raffiguranti otto profeti e il Cristo risorto di Dionisio Bussola e Giovanni Battista Volpini (1670)

Quadri laterali di Francesco Bozzetti (1910)
Affreschi delle lunette di Francesco Zamboni (1911)
Affreschi della cupola di Enrico Volonterio (1913)
Decorazioni di Giuseppe De Giorgi (1913)

 

Cappella della visione della Croce

Interno Santuario del SS. Crocifisso

Statue di Dionisio Bussola (1681) e Giuseppe Rusnati (primi del ‘700)

Affreschi di Giovanni Sampietro
(1699)

 

Oratorio della Madonna delle Grazie

Anno di costruzione: 1660

Statue in stucco di Carlo Giovanni Giovanninetti (1703)

Affreschi di Carlo Mellerio e Giovanni Sampietro (fine del ‘600)

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