L’ambiente

Il Sacro Monte Calvario è un complesso d’interesse storico, culturale e religioso che viene formandosi nel corso del tempo, a partire dal Seicento. Per secoli ha rappresentato un centro di rilevante importanza, soprattutto religiosa, grazie alla realizzazione dell’imponente Via Crucis che partendo dal piano di Domodossola raggiunge la parte sommitale del Colle di Mattarella, snodandosi in un percorso definito dalle varie stazioni organizzate architettonicamente mediante una successione di cappelle. I religiosi che hanno abitato il complesso, come attestato dalla documentazione storica consultata e, anche in tempi recenti, secondo la testimonianza diretta di alcuni padri rosminiani, disponevano di terreni annessi al complesso architettonico. Questi terreni erano adibiti sia ad uso agrario che ad uso ornamentale (giardini). In particolare i terreni ad uso agrario, cosa peraltro confermata da fotocartoline dei primi anni del Novecento, erano investiti a vite (sistema di allevamento a pergola detta “toppia”) ma si ha notizia della coltivazione anche di piante da frutto, foraggere e orticole. Il terreno del campo da calcio, ricavato negli anni ’30 del Novecento e ottenuto spianando la roccia affiorante mediante dinamite, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale era destinato a coltivazione delle patate. La presenza pregressa dell’utilizzazione agraria dell’area
posta intorno al colle Mattarella è evidenziata dalla persistenza di terrazzamenti alcuni ben conservati altri in precario stato di conservazione.

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